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La mattanza dei globicefali alle isole Fær Øer (Faroe)
Fermiamo lo scempio una vergogna per la Danimarca

Oggi vogliamo denunciare un’efferata e insensata usanza che si ripete annualmente nelle isole Fær Øer, in Danimarca: l’uccisione di centinaia di delfini globicefali, arpionati e accoltellati in massa da decine di persone, accorse come per un rito, a quello che per loro è un giorno di festa, per i poveri mammiferi un giorno rosso di sangue, un eccidio brutale ed inspiegabile.

Stiamo parlando di una cosa che accade in Danimarca, ormai da tantissimi anni e precisamente nelle isole Faroe (in lingua danese Fær Øer Islands) dove avviene sotto silenzio una vera e propria strage dei cetacei della specie Globicephala melas (Famiglia Delphinidae), che fanno parte dei delfini anche se rassomigliamo alle balene, comunemente chiamati in italiano globicefali mentre in inglese si chiamano balene pilota e in spagnolo calderones tropical.

Si tratta di pacifiche creature che raggiungono la lunghezza di 5-7 m e con un peso di oltre le 2t che vivono in branchi numerosi, composti per lo più da femmine adulte con i propri piccoli, vivono mediamente 50 anni e sono animali molto socievoli.
Questi pacifici delfini vivono in tutti i mari del mondo, eccetto che nelle acque troppo fredde del polo.


Ogni anno nelle Fær Øer, i grossi mammiferi vengono attirati nelle baie, disorientando un intero gruppo con la cattura della balena pilota, vengono guidati e disorientati dai motoscafi (condotti solitamente da islandesi), costretti ad arenarsi sulla riva. Qui ha inizio il bagno di sangue. Martelli del peso di 2,2 chilogrammi percuotono ripetutamente gli animali ancora vivi, per far penetrare nella carne fresca uncini perforanti. Successivamente coltelli di 15 centimetri vengono impiegati per trapassare le carni e spaccare letteralmente la spina dorsale. La baia si riempie di sangue stagnante e di balene sofferenti e morenti tra i più atroci dolori.

Gli abitanti delle Fær Øer celebrano il massacro delle loro vittime in un’atmosfera carnevalesca di intrattenimento. Spesso ai più piccoli viene concesso un giorno di festa a scuola per assistere all’evento e godere dello spettacolo. Decine di bambini corrono sulla spiaggia, nella baia, e saltano e giocano e gioiscono sulle carcasse sanguinanti delle balene.

Le Fær Øer, a metà strada tra le isole Shetland e l’Islanda, malgrado siano un protettorato della Danimarca, hanno un loro governo indipendente che regola anche questa stupida mattanza annuale.

Le balene del Nord Atlantico sono considerate una specie protetta dalla Convention on the Conservation of European Wildlife and Natural Habitats.

Gli abitanti delle Fær Øer, dato ancora più sconcertante, non vivono del ricavato della vendita di carne di balena, perché non può essere esportata negli altri Paesi Europei, dal momento che viene ad essere inquinata da tossine e metalli pesanti e non è pertanto conforme agli standard dell’Unione sugli alimenti destinati al consumo umano. La mattanza delle balene è dunque un atto totalmente gratuito, crudele e assurdo.

E’ necessario rendersi testimoni e diffondere questa vergogna, per arrivare a fermarla e a condannarla senza scusanti.

Mi auguro che queste immagini scuotano la sensibilità di più coscienze e che vorrete unirvi al nostro grido di protesta e di ferma condanna.

 

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