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Diving Club Sport7

Un pò di biologia marina

Il video sul Progetto MAC realizzato da Marco Palma




NOVEMBRE 2009

Ricci di mare
Nome scientifico : Echinoidea


Come la maggior parte degli echinodermi, hanno simmetria raggiata (vale a dire che non hanno un capo e una coda, ma un corpo tondeggiante, con la bocca al centro della parte inferiore, e l'ano all'apice superiore). La simmetria dei ricci è pentaraggiata, cioè la maggior parte degli organi si ripete lungo 5 spicchi.
La parete esterna del corpo è formata da uno scheletro duro, compatto, con aculei articolati e mobilissimi.
Tra gli aculei esistono 5 file radiali di pedicellarie, appendici mobilissime di diverso tipo: ci sono pedicellarie che terminano con una piccola ventosa, usate per muoversi e per trattenere oggetti con cui coprirsi; pedicellarie a pinza, utili per afferrare; e pedicellarie velenifere, che terminano con una piccola spina cava che può iniettare una dose di veleno nelle carni di un aggressore.
Le pedicellarie sono mosse con un sistema unico nel mondo animale: un sistema acquifero, formato da vasi simili ai vasi sanguigni, ma in cui circola acqua prelevata dall'ambiente esterno. Pompando acqua lungo il sistema acquifero, il riccio varia il turgore dei pedicelli e ne mantiene la mobilità.
La bocca è formata da 5 grossi denti a piramide, col vertice verso il basso. Molti ricci possono attaccare organismi bentonici calcarei con questo potente apparato raschiatore.
La respirazione, mancando di strutture apposite, avviene attraverso la pelle delle pedicellarie. In alcune specie la parte terminale del retto si estroflette in una papilla anale, che ha anche funzione respiratoria.
I ricci di mare sono ovviamente animali bentonici, che possono vivere in tutti gli ambienti marini, anche se le specie più appariscenti vivono sui fondali poco profondi in laguna, baia, reef interno.
Molte specie sono primariamente erbivore e si nutrono di alghe, piante marine, detrito, anche se in realtà assieme alle alghe raccolgono anche invertebrati bentonici.
Sebbene vivano in ambienti costieri e in acque poco profonde, molte specie sembrano evitare accuratamente la luce, e amano coprirsi di oggetti vari (ciottoli, detrito) per nascondersi. In ambienti tropicali la maggior parte delle specie ha abitudini notturne, e passa il giorno nascosto in anfratti o buchi.Per lo più sono solitari, poche specie si riuniscono in grandi aggregazioni.
La fecondazione è esterna, uova e spermi sono emessi in sincronia, dalle uova fecondate nascono larve planctoniche che, attraversati vari stadi di sviluppo, si insedieranno nuovamente sul fondo.
La forma dei ricci di mare è unica, e non consente confusioni.
I ricci cosiddetti irregolari deviano un poco dallo schema tipico descritto sopra. Hanno corpo appiattito, allungato, e hanno decisamente una polarità (una parte anteriore e una posteriore). Alcune specie non hanno denti, vivono nei fondali sabbiosi ingoiando particelle di detrito.
Il contatto con i ricci di mare può essere un'esperienza assai poco piacevole. Le spine si spezzano facilmente e rimangono nella ferita, che può infettarsi. Oltre a questo, alcune specie sono velenose. I ricci possono iniettare il veleno sia tramite spine dotate di una vescicola, sia tramite pedicellarie modificate per la funzione di difesa.
Aculei veleniferi in Asthenosoma varium. Il veleno degli echinodermi produce inizialmente un dolore localizzato ma intensissimo. Con alcune specie altri sintomi possono presentarsi: gonfiore, paralisi locale, in casi estremi anche morte.

Autore scheda: MASSIMO BOYER
■ Curiosità
Le spine del riccio di mare possono pungere, provocando dolore e bruciore. Gli aculei sono fragili e molto spesso si spezzano all’interno della pelle; non iniettano veleno, ma la puntura è dolorosa e s'infetta facilmente.
Bisogna procedere a un'accurata disinfezione della ferita e a una rimozione degli aculei con una pinzetta sterilizzata, assicurandosi che la spina o una sua parte sia completamente eliminata dalla pelle; può infatti “spostarsi” verso l’interno e provocare infiammazioni della cute o anche lesioni dei tessuti nervosi. Si possono applicare ripetuti impacchi di acido acetico ( aceto) che potrebbero sciogliere eventuali frammenti di spina.


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