Diving Club Sport7
L'immersione del mese
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GIUGNO 2011
LA BETTOLINA DI CERVO
Affusolato e affascinante relitto di un mezzo da lavoro tedesco, di notevole importanza strategica per il controllo della costa, venne affondato presumibilmente da un attacco aereo alleato nell’autunno del 1943 tra Diano Marina ed Andora (Capo Cervo). Il cargo tedesco lungo circa 60m. e largo 9, giace a 47m. di profondità in assetto di navigazione su un fondale fangoso. Nel corso dell’immersione si possono osservare molte parti interessanti come la zona poppiera ove si trova la sala macchine, con il grosso motore e l’officina con il banco da lavoro corredato di morsa e cacciaviti; due argani con relativi cavi d’acciaio, l’elica in parte insabbiata e seminascosta dalla pala piegata del timone. Il ponte di poppa sfondato e la presenza di parecchie lamiere contorte, ci fanno supporre che il frenetico lavoro degli addetti alla mitragliera a 4 canne in dotazione sia valso a poco e che la bomba “fatale” abbia colpito la Bettolina proprio in questo punto. All’altezza della cosiddetta “zona maestra” appoggiata sulla murata di dritta, all’interno della lunga stiva a cielo aperto, possiamo osservare la grande base circolare della mitragliera che fino a poco tempo fa abbracciava in larghezza tutto lo scafo. Pinneggiando per tutta la lunghezza della stiva, arriviamo alla stretta e suggestiva prua ove fa bella mostra di se un altrettanto suggestivo e particolare verricello che mille concrezioni hanno impreziosito trasformandolo in un grosso merletto multicolore. Le lamiere della bettolina ben evidenziano sull’intera loro superficie la più variegata presenza d’organismi di flora e fauna bentonica, quali ad empio spirografi e piccole colonie di anemoni gioiello; pesci e crostacei, anche di notevoli dimensioni, circondano il relitto ove si aprono numerose tane. La Bettolina di Cervo, conosciuta da molti subacquei e da altrettanti pescatori, è considerata un vero e proprio “santuario” per le numerose forme di vita pelagica che contornano il relitto quali coloratissimi Anthias, Mustele, Ricciole, Dentici, Orate e sempre a proposito di “santuario”…….attenzione!!! Qui siamo nel centro del “Santuario dei Cetacei”: guardatevi attorno, le sorprese potrebbero essere di notevoli dimensioni!!!.
Immersione Quadra per sommozzatori esperti. Profondità max 47m. Fondale fangoso. Lieve presenza di corrente. Visibilità generalmente buona.
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NOVEMBRE 2010
ISOLA GALLINARA
La variegata natura dei suoi fondali, assai influenzata dalle diverse esposizioni, ci permette d'incontrare interessanti biodiversità a seconda del "versante" ove ci immergiamo. Il versante più interessante per il "subacqueo sportivo" è quello del lato sud orientale cioè quello rivolto verso il largo. Esso è caratterizzato da fondali rocciosi a forte pendenza che in breve tratto raggiungono i 30 - 40m di profondità; in particolare in corrispondenza delle due punte di "Falconara" e "Sciusciau" incontriamo anfratti e piccole grotte che sono un ottimo rifugio per grossi esemplari di cernie, gronghi, murene e polpi. Non passano sicuramente inosservate altrettanto belle ed interessanti forme di vita bentonica come i gialli e vistosi Parazoanthus Axinellae, che rivestono ed impreziosiscono i "paretoni" della punta Sciusciau; le grandi spugne ( es.la Axinella polypoides, Cacospongia scalaris ) le gorgonie ( Eunicella verrucosa, leptogorgia sarmentosa ), i briozoi, i madreporari, veri gioielli del ns. mare che visitando i fondali della Gallinara incontriamo ovunque, sono in grado di catturare l'attenzione sia del neofita che del sommozzatore esperto e "navigato". I fondali dell'isola Gallinara, vero caleidoscopio di colori mediterranei meritano sicuramente più che una sola e fugace immersione, come purtroppo spesso siamo abituati a fare. Profondità 15-45 m Livello Tutti i livelli Fondale roccioso Possibile presenza di corrente anche forte Visibilità normalmente discreta
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